L’impianto di pirolisi che Eko Technology propone sul mercato è formato da un insieme di reattori, forni, combustori, recuperatori di energia e caldaie, auto sostenuti energeticamente, che permettono di recuperare, anche da un materiale dichiarato come rifiuto, prodotti pregiati come gas combustibili e carbone.
L’energia in eccesso viene recuperata per la produzione di vapore da utilizzare per la generazione di energia elettrica mediante un sistema turbina a vapore-alternatore.
Il materiale, nel reattore, subisce un processo di pirolisi craking della materia organica con produzione di pirogas e materiale solido.
Il pirogas è costituito essenzialmente da idrocarburi oltre che da ossido di carbonio ed in piccola parte idrogeno.
La produzione viene realizzata nel reattore ove il materiale introdotto raggiunge la temperatura caratteristica di processo e grazie al continuo rimescolamento dello stesso è garantita una omogeneità termica che è garanzia per il raggiungimento del processo sull’intera massa.
La velocità di trasferimento è inversamente proporzionale alle dimensioni della massa trattata. Il processo inizia già alla temperatura di 100-120°C ed interessa tutto il percorso sviluppato nel reattore. La movimentazione all’interno del reattore è garantita da un sistema di coclee che consente al materiale di percorre il reattore in un senso ed in quello opposto.
Il gas sviluppato viene convogliato in parte nella camera di combustione statica ed in parte nel forno rotativo unitamente alle scorie e combusto ad elevate temperature. La combustione del gas nel forno rotativo consente la vetrificazione delle scorie che vengono allontanate previo raffreddamento.
I fumi prodotti nella combustione con il loro contenuto energetico vengono utilizzati per il riscaldamento ed il raggiungimento della temperatura di pirolisi del materiale e per la produzione di vapore e successivamente trattati per il raggiungimento degli standard europei delle emissioni in atmosfera con un processo di trattamento a secco.
Le scorie, costituite essenzialmente da carbone, vengono combuste nel forno rotativo vetrificate ed estratte. La vetrificazione è tale da consentire un rilascio di metalli in acqua acida inferiori allo standard europeo e pertanto il materiale è considerato inerte.
Il processo, quindi, trasforma il rifiuto in due fasi, una solida ed una gassosa, consentendo una combustione della fase gassosa gestibile più facilmente e con produzione di fumi di gran lunga inferiori ad altri processi .
La fase solida utilizzando parte dei gas prodotti viene resa inerte mediante la vetrificazione recuperando il suo contenuto energetico.
Il processo è molto flessibile e facilmente controllabile lungo tutte le sue fasi.
I rendimenti ottenibili superano il 70%.
L’impianto è costituito dalle seguenti fasi:
In caso di anomalia delle camere di combustione i gas di pirolisi sono convogliati in due torce e combusti in atmosfera.
Tutte le procedure di accensione e di spegnimento vengono realizzate in presenza di vapore al fine di prevenire indesiderati scoppiettii.